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I segnali veri e falsi del travaglio


Ogni parto e ogni travaglio seguono un loro corso e non esiste una tabella di marcia valida per tutte le donne. Alcuni segnali, dalle fitte alle contrazioni, indicano l'inizio delle doglie, ma vanno però distinti dai falsi allarmi. In particolare, a trarre in inganno la futura mamma possono essere le cosiddette false contrazioni. Riconoscerle aiuta la donna a non mettersi in ansia e ad aspettare quelle vere con tranquillità.
Non esistono regole fisse che preannuncino l'inizio del travaglio. Ci sono tuttavia alcuni segnali che possono indicare che il bimbo nascerà presto:

- La perdita del tappo mucoso non provoca dolore e perciò può passare inosservata. Il tappo mucoso è costituito dal muco che fino a quel momento chiudeva il collo dell'utero isolando la cavità uterina dall'ambiente esterno. Si tratta di una perdita di consistenza gelatinosa (più densa delle perdite vaginali che compaiono in gravidanza) e può essere striata di rosa o di rosso. La presenza di gocce di sangue è dovuta alla rottura dei vasi capillari che si verifica quando l'utero comincia a dilatarsi.

- La comparsa di doloretti simili a quelli mestruali che coinvolgono anche la parte bassa della schiena: è probabile che il travaglio abbia inizio nel giro di qualche giorno.

- Le contrazioni preparanti (contrazioni di Braxton-Hicks) compaiono a intervalli irregolari ed in genere non sono ravvicinate tra loro (in alcuni casi, però, possono presentarsi anche a intervalli di 5-10 minuti) e possono cessare all'improvviso. Si tratta di una fase preparatoria, molto utile prima del travaglio, che può durare in alcuni casi anche qualche giorno.

- Le contrazioni del travaglio di parto si susseguono a intervalli regolari di tempo, all'inizio ogni 10 minuti circa, poi con frequenza sempre più ravvicinata ed intensità crescente. Diventano progressivamente sempre più dolorose, a differenza delle contrazioni preparanti. Il passaggio dall'attività preparante al travaglio di parto non è sempre netto. Le contrazioni del travaglio possono essere facilmente riconosciute per le loro particolari caratteristiche: una volta iniziate, non si interrompono; hanno pause regolari e sempre più brevi. Un'altra caratteristica che contraddistingue le contrazioni del travaglio di parto è rappresentata dal fatto che il dolore provocato dal continuo e progressivo "stiramento" della muscolatura del collo dell'utero scompare tra una contrazione e l'altra.

- Quando andare in ospedale
Misurate frequenza e durata delle contrazioni alla loro comparsa, usando un orologio.
La frequenza va controllata misurando l'intervallo tra una contrazione e quella successiva.
La durata è l'intervallo di tempo che va dall'inizio alla fine di ogni singola contrazione. Nelle fasi iniziali del travaglio la contrazione dura 15-20 secondi. É consigliabile andare in ospedale quando le contrazioni si succedono a circa una distanza di 5-10 minuti e quando hanno una durata di 40-50 secondi circa.

Le due fasi del travaglio
La prima parte del travaglio è in genere più lunga, mentre gli ultimi "centimetri" di dilatazione vengono raggiunti rapidamente. Le contrazioni si intensificano con l'approssimarsi della nascita. Quando la dilatazione del collo dell'utero è attorno agli 8-10 centimetri le contrazioni possono essere molto intense e ravvicinate. La fase finale del travaglio ha generalmente una durata variabile, da 30 minuti a due ore, ed è quella la più difficile da sopportare perché le contrazioni sono molto ravvicinate. Quando la dilatazione del collo dell'utero è completa e la circonferenza del collo combacia con la circonferenza della testa del bambino inizia la fase espulsiva, ossia quella delle spinte.

L'utero si allena
Talvolta la donna sente l'utero contrarsi già al quinto-sesto mese di gravidanza. All'improvviso, il pancione diventa duro e resta tale per qualche istante. Le contrazioni possono anche ripetersi più volte nell'arco della giornata e la caratteristica che le contraddistingue è che non sono dolorose.

Prepararsi per tempo
E' consigliabile preparare la valigia 20 giorni prima della data presunta per non trovarsi poi a dimenticare le cose necessarie.

Per la mamma: Una camicia di cotone per il parto completamente aperta con bottoni sul davanti e corta in modo da non ostacolare i movimenti. Le maniche devono essere corte sopra il gomito per facilitare l'inserimento di eventuali flebo. Due camicie da notte per la permanenza in ospedale, aperte davanti per permettere l'allattamento. Reggiseni da allattamento. Coppette assorbilatte (dischetti assorbenti usa e getta per la protezione igienica del seno che riparano gli indumenti dalla fuoriuscita di latte). Mutande alte con elastici morbidi al giro gamba per trattenere bene gli assorbenti (in commercio si trovano anche in carta usa e getta o in rete morbida). Assorbenti igienici.

Per il bebè: l'abbigliamento per il giorno in cui si ritornerà a casa.

Non indugiate a recarvi in Ospedale se...

  • si rompono le membrane.
  • compaiono perdite di sangue rosso vivo: possono essere dovute ad un distacco di placenta che va affrontato subito.
  • siete in preda all'ansia. Molte gestanti preferiscono trascorrere a casa la maggior parte del travaglio, altre si sentono più sicure in ospedale. L'importante è sentirsi tranquille.


Qualche consiglio
Alla comparsa delle contrazioni, per sopportare meglio il dolore o per attenuare l'ansia può essere utile leggere, ascoltare musica, riordinare la casa o farsi massaggiare la schiena dal partner. Può aiutare molto farsi una doccia: il flusso dell'acqua ha un potere antidolorifico. Cercate di non mangiare o limitatevi ad uno spuntino leggero perché durante le fase avanzata del travaglio possono presentarsi nausea e vomito. Inoltre, se dovesse rendersi necessaria l'anestesia è preferibile che lo stomaco sia vuoto.


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