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Aborto


L'aborto spontaneo è la più frequente complicanza della gravidanza.
Il rischio che una gravidanza esiti in aborto spontaneo aumenta dopo ogni aborto, anche se circa il 90% delle donne con aborto spontaneo sporadico porta a termine la gravidanza al successivo tentativo.
Il rischio di aborto varia dal 14 al 17% dopo il primo insuccesso riproduttivo ed è del 38% dopo due aborti consecutivi.
Il singolo episodio abortivo è detto "sporadico". Due episodi abortivi sono detti "ripetuti", tre o più "ricorrenti".

L'aborto spontaneo è definito "pre-embrionale" se avviene entro la 5a settimana di gestazione, "embrionale" se avviene tra la 6a e la 9a settimana e "fetale" se avviene dalla 10a settimana fino a 25 settimane e cinque giorni (180° giorno di amenorrea).
L'aborto spontaneo può manifestarsi con perdite ematiche (anomalie dell'ambiente uterino o malattie materne) o con morte del prodotto del concepimento (disordini cromosomici, sindromi genetiche, cause autoimmuni, etc.).
La causa di un aborto spontaneo è frequentemente ignota. Elenchiamo di seguito le cause conosciute.

Cause di aborto sporadico

  • Anomalie morfologiche del prodotto del concepimento
  • Anomalie cromosomiche
  • Disordini ormonali (diabete, malattie della tiroide, insufficienza luteale)
  • Infezioni (sifilide, micoplasma, ureaplasma, etc.)
  • Altre cause (fumo, alcool, droga)


Cause di aborto ricorrente

  • Alterazioni del prodotto del concepimento (anomalie cromosomiche o genetiche)
  • Fattori ambientali (malformazioni uterine, alterazioni ormonali, infezioni, cause immunologiche e trombofiliche)
  • Fattori inspiegati (non è possibile identificare alcuna causa)


Le anomalie genetiche sono responsabili del 40% degli aborti. Si può trattare di anomalie cromosomiche dei genitori o del feto o di anomalie genetiche del feto. Le anomalie cromosomiche del prodotto del concepimento sono 5-6 volte più frequenti nelle coppie con aborto ricorrente rispetto alla popolazione generale.
I disordini metabolici ed ormonali sono causa del 15% degli aborti. Tra questi l'insufficienza luteale, l'iperincrezione di LH, il diabete mellito, le malattie della tiroide, l'omocistinuria, il morbo di Wilson.

Le anomalie anatomiche dell'utero (malformazioni uterine, sinechie uterine, fibromi, incontinenza cervico-istmica determinano il 14% degli aborti. Questi aborti si verificano nel I trimestre tardivo o nel II trimestre con l'espulsione del feto in seguito al travaglio abortivo.
Le infezioni sono causa del 15% degli aborti. Gli agenti patogeni in causa possono essere quelli del complesso TORCH ovvero chlamydia, micoplasma, listeria, borrelia.
Le cause autoimmuni sono responsabili del 10% degli aborti. Tra le cause autoimmuni ricordiamo la sindrome da anticorpi antifosfolipidi, l'anemia emolitica autoimmune, la corea gravidica, gli anticorpi antitiroidei.

Gli stati trombofilici sono causa del 5% degli aborti. Tra questi ricordiamo alcune mutazioni genetiche (Fattore V Leiden, A20210G, MTHFR C677T), il deficit di antitrombina III, di proteina C, di proteina S, il deficit del fattore XII e la resistenza alla proteina C attivata.
Infine, le cause alloimmuni (fattori embriotossici e trofoblastotossici, citochine T-helper tipo 1, TNFa, deficit dell'attività dei linfociti NK, incremento numerico dei linfociti NK, etc.) determinano l'1% degli aborti.

Iter diagnostico in caso di aborto ricorrente

  • Anamnesi clinica della paziente
  • Cariotipo della coppia e consulenza genetica
  • Ecografia pelvica
  • Isteroscopia o isterosalpingografia
  • Ricerca di agenti patogeni TORCH e non TORCH
  • Esame microbiologico vaginale e cervicale. Coltura endometriale
  • Ricerca anticorpi antifosfolipidi, antinucleo, antiDNA, antimitocondri, etc
  • Test di funzionalità tiroidea
  • Immunoglobuline sieriche, C3, C4, CH50, immunocomplessi circolanti
  • Curva da carico orale per il glucosio
  • Test coagulativi (PT, PTT, antitrombina III, proteina C, proteina S, APC resistance). Ricerca dei genotipi trombofilici
  • Tipizzazione HLA
  • Spermiogramma e spermiocoltura


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