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Le infezioni in gravidanza


Varicella
La varicella è un'infezione virale. Se contratta nel corso del primo trimestre di gravidanza può determinare un maggior rischio di aborto o di malformazioni fetali.
Dal quarto mese di gestazione il feto non subisce danni perché riceve gli anticorpi materni.
Se la donna manifesta la varicella pochi giorni prima del parto, il bambino può nascere sano, ma nei primissimi giorni dopo la nascita può manifestare la malattia anche in forma molto grave.
Prevenzione: la paziente non immune (che non ha avuto la varicella) deve evitare le possibili occasioni di contagio.
In caso di varicella contratta in gravidanza è dibattuta l'utilità terapeutica delle immunoglobuline specifiche somministrate entro 72 ore dalla comparsa dell'eruzione cutanea.

Influenza
La patologia flogistica delle vie respiratorie (raffreddore, mal di gola, tosse), accompagnata da febbre, viene spesso considerata influenza.
La vera influenza è una infezione che può evolvere con complicanze broncopolmonari.
Se l'influenza si verifica nel primo trimestre di gravidanza, può comportare un maggior rischio di aborto.

Morbillo
Il morbillo è una malattia virale diffusa soprattutto nell'infanzia.
Se la gestante si ammala di morbillo nei primi mesi di gravidanza può andare incontro ad aumento del rischio di aborto spontaneo. L'infezione fetale è rara.
Se la gestante si ammala nelle ultime 2-3 settimane di gravidanza è possibile che il bambino abbia il morbillo nei primi giorni di vita.
La prevenzione consiste nell'evitare i contatti a rischio.
In gravidanza non va eseguita la vaccinazione anti-morbillo (vaccino costituito da virus vivi attenuati). Se una gravida non vaccinata si trova esposta al rischio di contagio è bene somministrare anticorpi specifici contro il virus del morbillo.

Parotite
La parotite (orecchioni) è una malattia rara nell'età adulta. Se la donna si ammala nel primo trimestre di gravidanza va incontro ad un aumentato rischio di aborto. Non è conosciuta l'entità di rischio di infezione embrio-fetale.
La vaccinazione è sconsigliata in gravidanza (vaccino costituito da virus vivi attenuati).

Rosolia
La rosolia è una malattia infettiva che di solito si manifesta con sintomi lievi e non comporta danni particolari.
La malattia contratta nel primo trimestre di gravidanza può essere responsabile di aborto e di gravi malformazioni fetali. La probabilità di danno fetale è maggiore nelle prime settimane di gravidanza e tende ad esaurirsi oltre le 16-17 settimane.
L'eventuale reinfezione non comporta alcun rischio per il feto.
I danni fetali derivanti dalla rosolia comprendono la cataratta, la sordità, le malformazioni cardiache, il ritardo psicomotorio.
Prevenzione: è utile accertare in epoca preconcezionale l'immunità nei confronti della rosolia.
In assenza di immunità (donna che non ha avuto la rosolia o che non è vaccinata) è opportuno eseguire la vaccinazione prima di intraprendere la gravidanza. La vaccinazione è controindicata in gravidanza ed è bene lasciar passare alcuni mesi tra la vaccinazione e la gravidanza.

Toxoplasmosi
Il toxoplasma è un microrganismo appartenente alla categoria dei protozoi. L' uomo può contrarre l'infezione mangiando carni crude o poco cotte, mangiando verdura non lavata accuratamente, avendo contatti con gatti senza le dovute precauzioni igieniche. I gatti, infatti, sono ospiti intermedi del toxoplasma e possono eliminarlo con le feci.
Solitamente, la toxoplasmosi contratta fuori dalla gravidanza non comporta danni di rilievo e può manifestarsi con sintomatologia lieve (febbricola, stato simil-influenzale) o assente. Se contratta in gravidanza può avere gravi ripercussioni sul benessere fetale.
In caso di toxoplasmosi materna la probabilità che il feto contragga l'infezione cresce con il progredire dell'epoca di gravidanza. Va precisato che in caso di infezione fetale i danni sono maggiori nel primo trimestre e progressivamente minori con il progredire della gravidanza.
Considerata la scarsa sintomatologia della toxoplasmosi, gli esami di laboratorio eseguiti all'inizio di gravidanza (TORCH) hanno notevole importanza per la diagnosi. In caso di paziente immune (che ha già anticorpi) non vi sono problemi nel corso della gravidanza e quindi non sarà più necessario controllare gli esami. In caso di gestante non immune, sarà importante evitare occasioni di infezione e monitorare mensilmente le IgM antitoxoplasma.
Prevenzione: evitare carni crude o poco cotte (compreso salumi ed insaccati), lavare accuratamente le verdure, lavare sempre accuratamente le mani prima di mangiare, prima di preparare gli alimenti e dopo aver avuto contatti con gatti, indossare i guanti per lavorare il terreno (ad esempio per praticare il giardinaggio).
In caso di infezione in gravidanza, la diagnosi tempestiva ed il trattamento antibiotico riducono il rischio di danno fetale.

Citomegalovirus
Le infezioni da citomegalovirus (CMV) sono diffuse e quasi sempre prive di sintomi. Le persone infettate eliminano per lungo tempo il virus con la saliva e con le urine. Il virus può anche essere presente nelle feci, liquido seminale e secrezioni vaginali.
L' infezione materno-fetale può avvenire soprattutto in caso di prima infezione (donna che viene a contatto per la prima volta con il virus); è anche possibile in caso di reinfezione, seppure con minore probabilità.
L' infezione fetale da citomegalovirus non è solitamente causa di aborto o di malformazioni, ma può comportare una malattia a carico degli organi fetali (ritardo di accrescimento intrauterino del feto, sofferenza epatica, microcefalia). Nei casi più gravi i bambini che contraggono effettivamente la malattia dalla madre possono morire a pochi mesi dalla nascita o riportare danni permanenti di variabile entità.
Prevenzione: limitata.


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