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I cambiamenti durante la gravidanza


La gravidanza è un momento fisiologico della vita della donna, nel corso del quale l'organismo va incontro a notevoli modificazioni in tutti suoi apparati. Pertanto la gravidanza può causare una serie di disturbi, più o meno marcati, che possono turbare la tranquillità della donna. Inoltre, non bisogna dimenticare le problematiche psicologiche che la gravidanza induce nella donna, sia per le modifiche fisiche e sociali che per la paura delle anomalie fetali.

Nausea e vomito
Nel primo trimestre di gravidanza molte donne sono disturbate da frequenti episodi di nausea e talora vomito, specialmente al mattino. Ciò comporta spesso una riduzione dell'alimentazione, con conseguente calo di peso. Tali disturbi sono spesso stimolati da odori di sostanze non solo alimentari.
Nella maggior parte dei casi non è necessario alcun trattamento farmacologico ma sono sufficienti piccoli accorgimenti. Si consiglia di evitare l'esposizione a odori intensi e/o fastidiosi, consumare pasti piccoli e frequenti, facili da digerire ed evitare l'ingestione abbondante di liquidi. Quasi sempre queste misure sono sufficienti a dominare i sintomi. Nei casi severi, il vomito ripetuto e la mancata alimentazione possono compromettere il benessere della donna e richiedono il ricovero per somministrare liquidi per via endovenosa e per monitorare le condizioni cliniche generali.

L'aumento di peso
L'aumento del peso corporeo è un fenomeno praticamente obbligatorio in gravidanza, determinato non solo dal peso del feto, della placenta, del liquido amniotico e dell'utero (che in totale arrivano a circa 6 chilogrammi), ma anche dalla ritenzione di liquidi e dalla deposizione di grassi nei tessuti, per la particolare situazione ormonale della gestazione.
L'incremento ponderale inizia sin dalle prime fasi di gestazione, quando il feto pesa pochi grammi. Non sempre l'aumento è graduale ma può essere più accentuato in certi periodi rispetto ad altri. Ad esempio, nelle donne che hanno nausea e vomito nel primo trimestre il peso non aumenta in quel periodo o, addirittura, diminuisce. Con il cessare della nausea ci può essere un incremento ponderale anche di 3-4 chili in un mese.
E' consigliabile non superare i 12 chilogrammi di aumento ponderale a termine di gravidanza, perché si è visto che un eccessivo incremento del peso favorisce la comparsa di disturbi e complicazioni come la gestosi, il diabete ed il parto pretermine. La gestante che sta ingrassando troppo deve eliminare i dolci e ridurre farinacei e grassi.

Apparato cardiocircolatorio
E' buona norma praticare una visita cardiologica all'inizio della gestazione. Durante la gravidanza il cuore va incontro ad un aumento costante del suo lavoro, sia per l'incremento del volume del sangue circolante, sia per l'innalzamento della frequenza cardiaca. E' facile avvertire palpitazioni ed affaticamento. Compaiono inoltre alcune tipiche alterazioni elettrocardiografiche.
La pressione arteriosa subisce una modica riduzione che si accentua in posizione supina.
Un lieve incremento della pressione arteriosa può essere normale nelle ultime settimane di gestazione.
Nel terzo trimestre la posizione supina è sconsigliata poiché l'utero gravido può comprimere la vena cava e l'aorta, determinando veri e propri collassi (sindrome da ipotensione supina) che si risolvono spostandosi sul fianco sinistro (posizione consigliata).
Sono da considerare normali i valori di pressione massima (sistolica) fino a 140 mmHg e di pressione minima (diastolica) fino a 90 mmHg.
In gravidanza è buona norma controllare la pressione arteriosa ogni 7 - 10 giorni.
Le varici degli arti inferiori si verificano frequentemente nelle persone con familiarità per questa patologia. Concorrono al manifestarsi delle varici l'azione ormonale del progesterone e l'abitudine (o la necessità per lavoro) di mantenere la stazione eretta per lungo tempo. Per le varici degli arti inferiori è consigliato l'uso di calze elastiche ed il riposo con le gambe leggermente sollevate rispetto al piano del letto.
Anche le emorroidi si manifestano frequentemente in gravidanza. Ciò dipende dall' azione del progesterone sulle pareti venose e dalla frequente tendenza alla stipsi.
Il volume del sangue aumenta di circa 1200 - 1900 ml, sia per l'incremento della porzione plasmatica che per quello dei globuli rossi. La parte plasmatica cresce maggiormente rispetto ai globuli rossi cosicché il rapporto globuli rossi/plasma diminuisce (emodiluizione); questo stato è impropriamente definito "anemia fisiologica della gravidanza".

Apparato renale e vie urinarie
In gravidanza il filtrato renale aumenta e si può verificare perdita di glucosio (glicosuria), di aminoacidi, di vitamine, di farmaci e di globuli rossi con le urine.
La situazione ormonale e l'aumento di volume dell'utero determinano una dilatazione degli ureteri che può simulare una colica renale.
Inoltre, sempre per l'incremento volumetrico dell'utero, la gestante ha necessità di svuotare più frequentemente la vescica, specialmente di notte.

Apparato respiratorio
In gravidanza aumenta il consumo di ossigeno. Per questo motivo e per il ridotto abbassamento del diaframma nel terzo trimestre di gravidanza si può essere manifestare una lieve dispnea.

Apparato digerente
In gravidanza aumentano la fame e la sete e può insorgere una predilezione o un'avversione per alcuni cibi e odori.
Le gengive facilmente sanguinano e si formano piccole escrescenze che regrediscono spontaneamente dopo il parto. Vi è aumento della salivazione.
Vi può essere reflusso gastro-esofageo. Questo determina una fastidiosa sensazione di rigurgito acido e bruciore gastrico. Per prevenire la comparsa di tale disturbo è consigliabile non sdraiarsi subito dopo il pasto. All'occorrenza l'uso di farmaci antiacidi può procurare sollievo.
Il rallentamento del transito intestinale comporta una digestione più lenta e l'insorgenza o l'accentuazione della stipsi.

L'addome
Nel corso della gravidanza l'utero aumenta di circa mille volte il suo volume. Normalmente esso è lungo circa 7 cm; al terzo mese diventa 9 cm, al quinto 20 cm, al settimo 28 cm ed al nono 33 cm. E' proprio lo sviluppo dell'utero che determina la tipica silhouette delle donne in "dolce attesa".

I genitali esterni
Il maggiore afflusso di sangue a livello pelvico determina una colorazione bluastra delle mucose genitali, un aumento delle secrezioni vaginali ed una dilatazione delle vene emorroidarie.
La vagina e la vulva sono più grandi e morbide.

Le mammelle
Le mammelle aumentano di volume con conseguente tensione mammaria, spesso fastidiosa e talora dolorosa.
I capezzoli diventano più grossi e scuri e compaiono piccoli rilievi. In molti casi, già dal 3º mese, può comparire una secrezione lattescente che persiste fino al parto. Tale segno è la conseguenza della preparazione della mammella all'allattamento.

La cute
In molte donne, soprattutto in quelle con capelli neri, dal quarto mese di gestazione, compaiono zone di pigmentazione scura della cute (cloasma gravidico) soprattutto sulla fronte, sugli zigomi e sul naso. Sull'addome, al posto della linea alba, compare una linea scura che va dal pube all'ombelico (linea nigra) e che scompare dopo il parto.
In gravidanza vi è una crescita maggiore di unghie e capelli.

Sistema nervoso
Nel primo trimestre sono frequenti l'ansia e la depressione, con una sorta di amore/rifiuto nei confronti del bambino. Questi sentimenti si attenuano nel periodo centrale della gravidanza per poi ricomparire alla fine per le paure legate al parto ed alla verifica dello stato di salute del feto.

Lombalgia (mal di schiena)
L'aumento di volume dell'utero può determinare un'accentuazione della lordosi lombare che può comportare un aumento di lavoro della muscolatura lombare e conseguente comparsa di una fastidiosa lombalgia. Spesso questa situazione può comportare una vera e propria sciatalgia, talora molto dolorosa. Questi sintomi si attenuano con l'utilizzo di un corsetto elastico (panciera) e poi regrediscono spontaneamente nelle settimane successive al parto.

Pubalgia
In gravidanza, per effetto di una generale lassità dei legamenti, si verifica un rilassamento della sinfisi pubica. Ciò può comportare dolore che si accentua con la deambulazione e con i cambiamenti di posizione. Il disturbo, che si risolve spontaneamente dopo il parto, non deve destare preoccupazione.

Sindrome del tunnel carpale
A causa della ritenzione idrica si può verificare compressione del nervo mediano nel canale del carpo con dolenzia alle mani, sensazione di formicolio e ridotta sensibilità. In genere, questi disturbi regrediscono spontaneamente dopo il parto.


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